IL PRESIDENTE
Rif. 10.04.2020 – PEC: prof.pagani@pec.it
Firenze, 10 Aprile 2020
Al Presidente
dell’Associazione Bancaria Italiana
Dott. Antonio Patuelli
abi@pec.abi.it
p.c. Alla c.a servizio vigilanza della Banca d’Italia
bancaditalia@pec.bancaditalia.it
email@bancaditalia.it
p.c. Al Ministero della Giustizia
prot.dag@giustiziacert.it
OGGETTO: Pagamento dei compensi liquidati agli esperti dall’autorità giudiziaria posti a carico delle banche quali creditori procedenti delle Esecuzioni Immobiliari.
Ill.mo Presidente,
APE Associazione dei Periti e degli Esperti nata con lo scopo di tutelare la qualità del servizio professionale degli iscritti agli Albi dei consulenti e dei periti del Tribunale, ritiene utile portare alla Sua conoscenza una problematica segnalataci dai nostri associati, riguardante l’attività degli Ausiliari del Giudice nominati nell’ambito delle procedure di esecuzione immobiliare.
Come noto, il pagamento in acconto a favore dei consulenti tecnici d’ufficio è posto dall’attuale normativa vigente, provvisoriamente a carico del creditore procedente, nella misura non superiore al 50% del valore stimato per l’immobile oggetto di asta. Il saldo resta in sospeso a tempo indeterminato, per essere liquidato soltanto successivamente alla vendita.
Purtroppo, parallelamente a questa evidente distorsione normativa (il consulente diventa partecipe del rischio del creditore in termini di quantum e di tempo), è ormai invalsa la deprecabile consuetudine da parte di alcuni istituti di credito di procrastinare, a volte anche per molti mesi, il pagamento delle somme dovute come da provvedimento del giudice.
Le modalità e/o le motivazioni adottate da certi istituti sono molteplici:
- opposizione di titolo di cessione del credito a società terze senza il necessario deposito degli atti nella procedura esecutiva;
- rifiuto del pro-forma di notula con pretesa di fatturazione anteposta al pagamento;
- pretesa di fatturazione intestata alla banca creditrice anziché al Tribunale (soggetto committente ai sensi della Circolare n. 9E del 7/05/2018 della Agenzia delle Entrate);
- “Irreperibilità” di addetti e preposti che assolvano alla corretta gestione del rapporto incidentalmente instaurato fino all’intervento di un legale incaricato dal creditore (esperto nominato dal Giudice).
Tali comportamenti stanno inducendo molti colleghi ad intraprendere le vie legali per il recupero dei crediti appesantendo ulteriormente il carico dei Tribunali. Peraltro si parla di crediti già immediatamente esigibili in forza del provvedimento di liquidazione del Giudice.
A quanto sopra premesso, si aggiunge la terribile evidenza dell’attuale illiquidità dei nostri professionisti cagionata dalla Pandemia Covid-19.
In un momento così drammatico, non solo per gli effetti devastanti sulla salute di molti concittadini, ma anche per la disastrosa condizione economica di molti, ivi compresi i professionisti incaricati dall’autorità giudiziaria chiamati ad adempiere a funzioni fondamentali per la tenuta del sistema processuale, anche nella fase dell’esecuzione, riteniamo che si debba porre immediato rimedio.
Bisognerebbe pertanto invitare le banche ad un approccio più responsabile verso le obbligazioni dovute a chi svolge funzioni di pubblico interesse come le nostre.
Se vogliamo che davvero il nostro Paese riesca a superare questo momento terribile, crediamo sia necessario un atto di responsabilità da parte di tutti.
Ringraziando per l’attenzione restiamo in attesa di un cortese cenno di riscontro e le inviamo i nostri migliori saluti e il nostro apprezzamento per la Sua attività al servizio del Paese.
Il Presidente
(Franco Pagani)
Confassociazioni Confederazione Associazioni Professionali